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ImpactNow Insight - Diagnosi energetica obbligatoria: la scadenza 2027 e la nuova soglia in TJ della Direttiva UE 2023/1791

October 27, 2026

Il prossimo ciclo di diagnosi energetica obbligatoria per le grandi imprese e per le aziende energivore si chiuderà il 5 dicembre 2027, quarto appuntamento quadriennale dopo quelli del 2015, del 2019 e del 2023.

La scadenza può sembrare lontana, ma i dati su cui si costruisce la diagnosi riguardano l'anno precedente e richiedono profili di carico misurati, un modello energetico completo e una serie di verifiche che non si improvvisano in poche settimane. Per molte imprese il lavoro dovrà quindi partire già nel corso del 2026, anche perché nel frattempo il quadro normativo di riferimento sta cambiando.

Dal criterio dimensionale alla soglia di consumo

Il D.Lgs. 102/2014 individua oggi i soggetti obbligati sulla base di criteri anagrafici, numero di dipendenti e fatturato per le grandi imprese, oppure appartenenza all'elenco delle imprese a forte consumo di energia. La Direttiva UE 2023/1791 sull'efficienza energetica, entrata in vigore nell'ottobre 2023 e in fase di recepimento nell'ordinamento italiano, cambia impostazione: il parametro che determina l'obbligo diventa il consumo energetico complessivo dell'impresa, calcolato sommando tutti i vettori e misurato in terajoule annui, indipendentemente da organico e fatturato.

Le nuove soglie previste dalla direttiva stabiliscono che le imprese con consumi superiori a 10 TJ l'anno debbano eseguire una diagnosi energetica e predisporre un Piano d'Azione per l'efficienza, con la prima scadenza fissata all'11 ottobre 2026 per i soggetti che rientrano nell'obbligo solo in base al nuovo criterio dei consumi. Sopra gli 85 TJ l'anno scatta inoltre l'obbligo di adottare un sistema di gestione dell'energia certificato secondo ISO 50001, con termine all'11 ottobre 2027. Per le imprese già obbligate ai sensi del D.Lgs. 102/2014, che hanno depositato l'ultima diagnosi nel 2023, resta invece confermata la periodicità quadriennale, con rinnovo entro il 5 dicembre 2027.

Una diagnosi conforme non è solo un documento da depositare

Il rischio principale non riguarda soltanto la mancata diagnosi, ma anche la diagnosi che non rispetta i requisiti dell'articolo 8 del decreto. Le indicazioni ministeriali distinguono infatti due fattispecie sanzionatorie: da 4.000 a 40.000 euro per le imprese obbligate che non effettuano la diagnosi, da 2.000 a 20.000 euro quando la diagnosi viene presentata ma risulta non conforme alle prescrizioni normative. In entrambi i casi, il pagamento della sanzione non esonera dall'obbligo di eseguire comunque l'adempimento. Inoltre, una diagnosi non conforme può diventare un motivo di revoca dell’incentivo energivori percepito negli anni successivi alla scadenza dell’ultima diagnosi valida.

Le criticità più frequenti secondo l'analisi ENEA

Valutando le diagnosi dei cicli precedenti, ENEA ha individuato alcune carenze tecniche che si ripetono con maggiore frequenza: profili di carico dell'energia elettrica assenti o poco rappresentativi del reale funzionamento dell'impianto, descrizione insufficiente dei processi produttivi, assenza o debolezza degli indicatori di prestazione energetica, mancata suddivisione dei consumi tra attività principali, servizi ausiliari e servizi generali, sistema di monitoraggio non adeguato a coprire i consumi significativi del sito. A questo si aggiunge, nelle diagnosi meno curate, un elenco generico di interventi di efficientamento privo di una reale valutazione tecnico-economica in termini di investimento, risparmio atteso e tempo di ritorno. Non si tratta di carenze solo formali: senza indicatori affidabili e senza una struttura dei consumi chiara, la diagnosi perde la sua funzione principale, che è indicare all'azienda dove intervenire per ridurre davvero sprechi e costi energetici.

Il nuovo Piano d'Azione per l'efficienza energetica

La Direttiva UE 2023/1791 introduce un adempimento che in passato aveva un valore più indicativo che vincolante: il Piano d'Azione per l'efficienza energetica. Il documento va costruito sulla base dei risultati della diagnosi, trasmesso formalmente agli amministratori dell'impresa e pubblicato all'interno della relazione annuale, salvo la tutela di eventuali segreti industriali. Le raccomandazioni della diagnosi, in altre parole, non restano più un allegato tecnico, ma entrano nella governance dell'impresa.

Perché conviene muoversi già nel 2026

Arrivare al 2027 con dati energetici solidi significa aver verificato in anticipo il perimetro dell'obbligo e i siti produttivi coinvolti, aver raccolto i dati di consumo dell'anno in corso, aver controllato la qualità dei profili di carico e la copertura del sistema di monitoraggio, e aver definito indicatori di prestazione energetica coerenti con l'attività svolta. Le imprese energivore devono inoltre ricordare che, nell'intervallo tra una diagnosi e la successiva, la normativa richiede di dare attuazione ad almeno uno degli interventi individuati, oppure di adottare un sistema di gestione conforme alla ISO 50001. Chi rimanda queste verifiche al 2027 rischia di scoprire troppo tardi lacune nel monitoraggio che non si colmano in tempi brevi.

Il supporto di SGS Italia

SGS affianca le imprese lungo l'intero percorso della diagnosi energetica: dalla verifica del perimetro di obbligo alla luce delle nuove soglie di consumo, alla realizzazione della diagnosi secondo lo standard UNI CEI EN 16247 a cura di Esperti in Gestione dell'Energia certificati, fino alla definizione del Piano d'Azione e alla verifica dei sistemi di monitoraggio. Per le imprese che superano la soglia degli 85 TJ annui, supportiamo anche l'implementazione e la certificazione di sistemi di gestione dell'energia secondo ISO 50001, integrandoli quando utile con i sistemi di gestione ambientale ISO 14001 e con il percorso di rendicontazione di sostenibilità secondo GRI, ESRS o VSME, così che dati energetici, target di efficienza e informativa di sostenibilità restino coerenti tra loro. Trasformare la diagnosi energetica da adempimento a strumento di gestione richiede dati affidabili e metodo. Con oltre 145 anni di esperienza in verifica e certificazione, SGS aiuta le imprese a costruire questo percorso con anticipo, riducendo il rischio normativo e trasformando i risultati della diagnosi in decisioni concrete di efficientamento.

Il Gruppo SGS

SGS è l'azienda leader nel mondo per i servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione. Gestiamo una rete di oltre 2.500 laboratori e uffici in 115 paesi, supportata da un team di 100.000 professionisti dedicati. Con oltre 145 anni di eccellenza nel servizio, coniughiamo la precisione e l'accuratezza che definiscono le aziende svizzere per aiutare le organizzazioni a raggiungere i più elevati standard di qualità, compliance e sostenibilità.

La nostra brand promise - when you need to be sure - sottolinea il nostro impegno in termini di affidabilità, integrità e fiducia, consentendo alle aziende di prosperare con certezza. Siamo orgogliosi di poter fornire servizi altamente qualificati con il marchio SGS e marchi specializzati affidabili, tra i quali Applied Technical Services, Brightsight, Bluesign e Nutrasource.

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